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U19 – Tortona è campione d’Italia

La storia è stata scritta sul parquet del Palazzetto dello Sport di Roma. Derthona supera Ferrara e si cuce sul petto il primo tricolore della sua storia. Un trionfo netto, costruito con scelte precise, intensità fisica e una finale giocata con grande maturità fin dal primo possesso.

Il piano di coach Talpo è chiaro: attaccare subito Cisse, punto di riferimento difensivo di Ferrara, e provare a caricarlo di falli. La scelta paga immediatamente. Dopo appena tre minuti, il lungo emiliano è costretto a sedersi in panchina e Tortona prende il controllo dell’area.

Da lì, Derthona impone il proprio ritmo. Coulibaly fa pesare fisico e centimetri sotto canestro, domina a rimbalzo offensivo e regala ai piemontesi seconde opportunità preziose. Insieme a lui, i punti di Josovic scavano il primo solco e portano Tortona sul 28-18.

Ferrara, però, non sparisce dalla partita. Gli emiliani dimostrano cuore e carattere, aggrappandosi alle giocate offensive di Susanni e al talento di Cisse, rientrato in campo per guidare la reazione e contenere i danni. All’intervallo, Tortona è avanti 45-37, ma la finale è ancora viva.

Al rientro dagli spogliatoi arriva la spallata decisiva. Dopo un primo tempo senza canestri pesanti, Tortona apre il campo, muove meglio il pallone e accende i suoi tiratori. Bellinaso, Di Meo e Josovic segnano da tre punti, spezzando l’equilibrio e cambiando definitivamente il volto della partita.

Ferrara prova a restare a galla con l’orgoglio del gruppo, ma l’attacco bianconero è ormai lanciato. Tortona corre, alza il ritmo e segna con grande precisione anche dalla lunetta. Il vantaggio cresce possesso dopo possesso: prima +19, poi +28.

La squadra piemontese gestisce il finale con ordine, senza forzare e senza concedere a Ferrara l’occasione per riaccendersi. L’ultima frazione diventa così una passerella verso il 93-69 finale.

Alla sirena esplode la festa bianconera. Tortona è campione d’Italia Under 19 Eccellenza Maschile. Ferrara esce a testa altissima, dopo una settimana da protagonista alle Finali Nazionali e un percorso che resta di enorme valore.

U19 – Ferrara-Tortona: quaranta minuti per diventare grandi

Domani non si gioca una partita qualsiasi. Vis 2008 Ferrara e Derthona Basket si prendono la scena nella finale scudetto Under 19 Eccellenza Maschile: quaranta minuti per coronare una stagione e provare a trasformarla in tricolore.

Ferrara arriva all’ultimo atto ancora imbattuta nella fase nazionale. Un percorso che dice molto della solidità degli emiliani, capaci di vincere partite diverse: quelle più fluide, quelle sporche, quelle decise da un solo possesso. La semifinale contro la Virtus Bologna ha confermato proprio questo: Ferrara sa restare dentro la partita anche quando il tiro non entra, appoggiandosi alla difesa, alla stazza sotto canestro e a una panchina che si è dimostrata all’altezza con tutti i suoi uomini. Ogni elemento chiamato in causa è pronto a entrare per cambiare l’energia della gara senza far calare l’intensità.

La forza di Ferrara è la varietà. Susanni e Cisse possono far valere il peso vicino al ferro, attaccare il rimbalzo e mettere pressione alla difesa. Ma Tortona dovrà fare attenzione anche a Dondi, giocatore versatile, capace di segnare, creare vantaggi e dare equilibrio. Se la difesa piemontese si chiuderà troppo in area, Ferrara dovrà essere brava ad allargare il campo, far viaggiare il pallone e trovare tiri puliti.

Tortona risponde con talento, atletismo e carattere. Contro Cantù ha sofferto la pressione, è finita sotto, poi ha cambiato marcia nella ripresa e si è presa la finale possesso dopo possesso. È una squadra che può accendersi in fretta e che ha già dimostrato di non uscire mentalmente dalla partita.

Il nome da seguire è Josovic, riferimento tecnico dei piemontesi e giocatore capace di spostare gli equilibri vicino al canestro. Ferrara dovrà togliergli ricezioni comode, mandarlo a giocare più lontano dal ferro e scegliere bene quando aiutare. Perché ogni raddoppio può avere un prezzo: se la palla esce bene, Bottelli, Fogliato e gli altri tiratori di Tortona possono colpire dall’arco.

La partita si giocherà sul ritmo e sulle scelte. Ferrara proverà a sporcare le ricezioni, proteggere l’area e non concedere secondi tiri. Tortona cercherà invece di alternare conclusioni dal perimetro e palloni giocati vicino al ferro, senza farsi ingabbiare dalla pressione avversaria. Chi riuscirà a imporre il proprio ritmo, senza farsi travolgere dall’emozione della finale, avrà un vantaggio enorme.

Perché la pressione sarà un tema centrale. Cantù ha già mostrato che aggredire i portatori può mettere Tortona in seria difficoltà, costringendola a possessi affrettati e scelte meno lucide. Ferrara potrebbe provarci, ma ogni scelta avrà un rischio: se i piemontesi superano la prima linea difensiva, possono correre in campo aperto e colpire prima che la retroguardia sia schierata.

Sarà una finale veloce, fisica, piena di dettagli. Non vincerà solo chi giocherà meglio, ma chi saprà restare lucido quando ogni possesso peserà di più. Ferrara e Tortona arrivano con identità diverse e la stessa fame. Domani, per una delle due, quella fame diventerà scudetto.

U19 – Ferrara supera Virtus Bologna e conquista la finale scudetto

La gara si apre subito all’insegna di una grande fisicità e di difese granitiche, che rendono complesso per entrambe le squadre trovare un ritmo fluido in fase offensiva. Virtus Bologna prende il comando delle operazioni nel primo quarto, costringendo Ferrara a inseguire sul punteggio di 13-16 grazie all’ottimo impatto dentro l’area di Lenci, fondamentale nel garantire extra-possessi nei rimbalzi d’attacco. Nel secondo periodo i bolognesi provano ad allungare toccando anche il +8 di vantaggio, mentre Ferrara fatica enormemente al tiro restando a lungo senza segnare. La compagine ferrarese riesce tuttavia a rimanere aggrappata all’incontro grazie a una difesa aggressiva e alla prova monumentale di Leprini, abile a caricarsi l’attacco sulle spalle conquistando canestri cruciali e subendo molti falli. Il primo tempo si chiude così con Bologna avanti di 4 lunghezze, al termine di una frazione povera di spettacolo ma caratterizzata da una straordinaria intensità agonistica.

Al rientro dagli spogliatoi l’energia in campo cambia padrone. Virtus Bologna tenta di allargare il gioco affidandosi al tiro da tre punti, ma le percentuali si rivelano pesantemente negative. Ferrara approfitta subito di questo passaggio a vuoto sfruttando la fisicità sotto canestro di Cisse per ricucire interamente lo strappo. In questa fase di grave appannamento per la manovra bolognese, Baiocchi diventa l’ancora di salvezza dei suoi, realizzando conclusioni ad altissimo coefficiente di difficoltà. Nonostante queste prodezze individuali, Ferrara riesce a mettere la testa avanti grazie a una tripla pesante di Malano, che sigilla il terzo quarto sul 44-42.

L’ultimo quarto si trasforma in una sfida ad altissima tensione. Ferrara scappa inizialmente sul +6 guidata da Susanni, ma la panchina bolognese corre ai ripari con un timeout per riorganizzare le idee. La reazione della Virtus Bologna è d’orgoglio e si concretizza in un parziale di 6-0 che vale il pareggio a quota 52-52, firmato da un canestro pesante del solito Baiocchi. Il momento decisivo si verifica a circa 1 minuto dalla sirena: Dondi mostra una grandissima personalità infilando la tripla del nuovo più 3 per Ferrara. Bologna tenta l’ultimo disperato assalto ancora con un’altra tripla difficilissima di Baiocchi, ma la freddezza di Susanni dalla linea dei tiri liberi fissa il punteggio sul definitivo 60-57. Il cammino della Virtus Bologna si interrompe così a un passo dalla finale: nonostante le ottime prestazioni di Lenci e Baiocchi, i bolognesi hanno pagato a caro prezzo un attacco troppo statico e la scarsa circolazione di palla nei momenti chiave. Il pass per l’atto conclusivo del torneo contro Derthona Basket lo conquista Vis Ferrara, autrice di un’autentica impresa costruita su una straordinaria coesione di squadra e su una grande solidità difensiva.

U19 – Derthona rimonta Cantù nel finale e vola all’atto conclusivo

Cantù impone fin da subito un ritmo forsennato all’incontro, costruendo il primo strappo su una pressione difensiva asfissiante. La retroguardia lombarda toglie ogni linea di passaggio e costringe Derthona a percentuali di tiro bassissime dalla lunga distanza, evidenziate da un pesante 0 su 7 dall’arco nel primo periodo. Il protagonista assoluto della prima metà di gara è Ventura, capace di spaccare in due la partita segnando 16 punti in rapida successione. Al contrario, la formazione piemontese prima appare contratta e poi si aggrappa quasi esclusivamente alla presenza fisica di Coulibaly a rimbalzo offensivo per rimanere a galla. Con il proprio leader Josovic limitato dai problemi di falli e costretto a sedere in panchina, Tortona scivola all’intervallo sotto di 12 lunghezze sul punteggio di 39-27.

Al rientro dagli spogliatoi l’inerzia del match si ribalta completamente. Josovic si accende all’improvviso e piazza un parziale personale di 7-0, frutto di un tiro da tre punti e di una decisa penetrazione a canestro. Derthona alza l’intensità nella propria metà campo e comincia a spingere con continuità in contropiede, mandando in blocco l’attacco di Cantù, che diventa statico e privo di fluidità. Grazie alla precisione dalla lunetta di Bottelli, i piemontesi completano l’inseguimento e trovano il sorpasso sul 48-49, prima che i tiri liberi di Redaelli permettano ai lombardi di chiudere la terza frazione avanti di un solo punto sul 49-48.

L’ultimo quarto si trasforma in una vera e propria battaglia di nervi, risolta solo negli istanti conclusivi. Cantù tenta più volte la fuga decisiva con le giocate di Redaelli, Panceri e Bagordo, ma Derthona risponde colpo su colpo grazie alla determinazione di Bottelli e alla costante energia a rimbalzo di Coulibaly. A 1 minuto e 5 secondi dal termine, Josovic firma la giocata chiave del match, mandando a bersaglio un tiro da tre punti difficilissimo, realizzato nonostante le mani del difensore gli oscurassero completamente la visuale. Con questo canestro, lo stesso Josovic regala ai suoi il momentaneo più 5 sul punteggio di 59-64, mettendo il sigillo su una prova da 27 punti e 31 di valutazione, cifre da MVP assoluto. Nel concitato finale, a 5 secondi dalla sirena, Bottelli spende un fallo tattico su Molteni per impedire il tiro da 3 punti del pareggio. Il giocatore canturino sbaglia volontariamente il secondo tiro libero per cercare il rimbalzo ma commette infrazione, senza che il pallone tocchi l’anello, consegnando di fatto il possesso a Tortona. La partita si chiude così sul definitivo 64-67. Per Cantù il cammino si interrompe a un passo dal traguardo, al termine di una prova di altissimo livello. Il verdetto del campo premia la maturità di Derthona Basket, abile a cambiare pelle nella ripresa e a conquistare con carattere il pass per la finalissima scudetto.

U19 – Il palcoscenico delle semifinali: la corsa verso lo scudetto

Controllo e transizione: la supersfida tra Tortona e Cantù

La prima semifinale mette di fronte Derthona Basket e Cantù in un incrocio che si preannuncia infuocato. La formazione piemontese si presenta all’appuntamento forte del cammino espresso finora nel torneo, ma dovrà fare i conti con una rivale guidata da una fortissima sete di riscatto. Cantù scenderà infatti in campo determinata a vendicare il pesante 94-59 incassato nel girone di qualificazione proprio contro i piemontesi. Dal punto di vista tattico, Derthona punterà sulla presenza fisica di Josovic vicino a canestro, cercando di passare sistematicamente la palla al proprio capitano per innescare le sue penetrazioni e costringere la retroguardia avversaria a chiudersi nel pitturato. Quando la difesa di Cantù si stringerà dentro l’area per fermarlo, concederà inevitabilmente spazio ai tiratori da 3 punti. L’obiettivo di Tortona sarà muovere rapidamente la palla sul perimetro per innescare le soluzioni da fuori, con Bottelli e Fogliato pronti a colpire prima che gli avversari riescano a recuperare la posizione. Sul fronte opposto, Cantù risponderà cercando di alzare al massimo il ritmo, sfruttando la rapidità delle transizioni per correre in contropiede prima che la difesa avversaria riesca a schierarsi. I lombardi cercheranno di pressare i portatori di palla piemontesi, con l’obiettivo di intercettare passaggi e correre subito a canestro. Si preannuncia così una sfida spettacolare tra il controllo del gioco di Tortona e la reattività atletica di Cantù.

Fisicità e difesa: il derby emiliano tra Ferrara e Bologna

Dall’altra parte del tabellone, Vis Ferrara sfida Virtus Bologna in un derby emiliano che mette in palio il secondo pass per l’atto conclusivo del torneo. Vis Ferrara si affida alla straordinaria solidità delle proprie rotazioni e alla profondità della panchina, armi fondamentali per mantenere l’intensità difensiva costante per tutti i 40 minuti di gioco. La squadra ferrarese punterà sulla stazza sotto canestro per conquistare preziosi secondi tiri grazie alla spinta dei lunghi a rimbalzo offensivo con Susanni e Cisse. Per arginare questo impatto, Virtus Bologna punterà su una forte pressione difensiva, con l’obiettivo di ostruire le linee di passaggio e impedire ai lunghi rivali di ricevere comodamente nei pressi del canestro. In attacco, l’obiettivo dei bolognesi sarà posizionare i propri giocatori sulla linea dei 3 punti per costringere i difensori ferraresi ad allontanarsi dall’area. Questo movimento permetterà di aprire varchi decisivi per le penetrazioni di Baiocchi e Berlingeri. Si preannuncia così un emozionante scontro ravvicinato tra la fisicità di Ferrara e l’organizzazione tattica di Bologna.

U19 – Bologna rimonta Bassano a fil di sirena: è semifinale

Virtus Bologna punta sulla propria solidità difensiva fin dalle battute iniziali, affrontando la fisicità straripante del Basket Bassano. L’avvio dell’incontro vede i bolognesi faticare enormemente a trovare la via del canestro, rimanendo a secco per i primi 3 minuti e mezzo, mentre i veneti fanno valere la propria superiorità a rimbalzo con Odzebe, Sow e Angeletti. Nonostante le basse percentuali al tiro, alcune invenzioni individuali di Milazzo e Baiocchi permettono a Bologna di chiudere la prima frazione avanti 14-13. Nella seconda frazione Bassano prende con decisione il controllo della gara: sfruttando i problemi di falli di Berlingeri e Lenci, la squadra veneta domina sotto canestro grazie all’impatto di Coulibaly e Nistrio. I punti di Stable Terry scavano il primo vero solco, mandando le formazioni al riposo lungo sul punteggio di 37-26 a favore dei veneti.

A inizio ripresa la situazione sembra precipitare per Bologna, con Bassano che tocca il massimo vantaggio di 15 lunghezze trascinata dai canestri di Stable Terry. Nel momento più critico del match, la reazione d’orgoglio della Virtus cambia completamente lo scenario: l’aumento della pressione difensiva toglie le linee di passaggio a Bassano, provocando numerose palle perse. Sfruttando questi recuperi, i bolognesi piazzano un netto break di 13 punti in meno di 4 minuti con Berlingeri, Baiocchi e una tripla fondamentale di Vandini. A tenere avanti i veneti è solo la classe di Sow, autore di canestri difficili che respingono temporaneamente l’assalto, siglando il 53-48 prima dell’ultimo intervallo.

Nelle battute finali l’incontro si trasforma in una sfida di pura tensione. Bologna completa il recupero da un passivo di 7 punti e agguanta il pareggio sul 58-58 con un preciso arresto e tiro di Berlingeri. Negli ultimi minuti la retroguardia bolognese neutralizza i tentativi di fuga di Bassano, nonostante Sow continui a colpire sfruttando la sua straordinaria elevazione. A 4 secondi dalla sirena, dopo un errore al tiro dei veneti, Baiocchi si prende la responsabilità dell’ultimo possesso, supera il diretto marcatore in palleggio e segna in penetrazione il canestro decisivo, mentre l’ultimo tiro di Stable Terry si spegne sul ferro. La partita si chiude così sul 63-62. Per Basket Bassano i sogni scudetto si interrompono al termine di una prova di enorme spessore atletico. Il verdetto del campo premia il cuore del collettivo di Virtus Bologna, capace di gestire i momenti di massima pressione e di conquistare il pass per la semifinale, dove incrocerà Ferrara in un duello caldissimo per l’accesso alla finale scudetto.

U19 – Derthona stoppa la rimonta di Fidenza e vola in semifinale

Derthona Basket impone i propri ritmi fin dalle battute iniziali, stroncando sul nascere l’entusiasmo di Fulgor Fidenza. L’avvio dell’incontro vede la squadra piemontese allungare subito grazie alle penetrazioni decise di Josovic e alla precisione dall’arco del giovane Bottelli, classe 2008, entrato dalla panchina. Una difesa solida, che sbarra ogni accesso all’area, permette a Tortona di chiudere il primo quarto avanti 28-14. Nella seconda frazione la reazione di Fidenza cambia completamente l’inerzia della gara: gli emiliani ritrovano fiducia grazie al tiro da fuori, dove la straordinaria continuità di Pezzani guida la rimonta fino al pareggio a quota 43. Nonostante lo sbandamento improvviso, i piemontesi rimettono la testa avanti prima del riposo lungo sul 49-43.

A inizio ripresa il confronto si conferma uno scontro molto fisico. Fidenza completa l’inseguimento con il canestro ravvicinato di Obase per il 52-52, per poi toccare il massimo vantaggio di 4 lunghezze grazie alle giocate di Placinschi, decisivo pur con una situazione falli complicata. Nel terzo periodo i contatti aumentano e il gioco si interrompe spesso, ma Derthona mantiene i nervi saldi. I piemontesi ritrovano fluidità in contropiede con Coulibaly e il solito Bottelli, chiungendo la frazione nuovamente in vantaggio sul 67-63.

Nelle battute finali Fidenza paga la grande fatica spesa per rincorrere, perdendo lucidità in fase difensiva. Derthona ne approfitta per riprendere il largo, trovando in Fogliato un protagonista assoluto. Le sue triple consecutive dall’angolo scavano il distacco decisivo, firmando 17 punti personali. La freddezza di Derthona spegne ogni tentativo di rimonta e blinda la vittoria sul definitivo 90-77. Per Fulgor Fidenza i sogni scudetto si interrompono al termine di una prova di grande coraggio. Il verdetto del campo premia così la solidità del collettivo tortonese, abile a gestire i momenti di massima pressione e a strappare il pass per la semifinale. Lì troverà ad attenderla una Cantù agguerrita, decisa a vendicare il pesante 94-59 incassato nel girone, contro cui servirà una risposta di assoluta ferocia agonistica.

U19 – Ferrara piega Udine in volata: è semifinale scudetto

La Vis Ferrara fa valere la propria superiorità fisica sotto canestro fin dalle battute iniziali, contrastando il pericoloso tiro da tre punti dell’APU Udine. L’avvio dell’incontro vede i ferraresi portarsi subito in vantaggio grazie ai rimbalzi offensivi di Susanni e Cisse, ma i friulani, nonostante l’assenza di Nobile, reagiscono immediatamente affidandosi ai tiratori da fuori. Con la straordinaria precisione dall’arco di Bjedov, Udine chiude la prima frazione avanti di un solo punto. Nella seconda frazione l’equilibrio rimane totale: Ferrara tenta un primo allungo sfruttando la rapidità in contropiede di Etame, ma l’intesa perfetta tra Stjepanovic e Pavan permette istantaneamente ai friulani di ricucire lo svantaggio e mantenere la testa della gara prima del riposo lungo.

A inizio ripresa il confronto prosegue sul filo del rasoio. Ferrara si sblocca dall’arco con i canestri di Dondi e dello stesso Etame, mentre dall’altra parte Giannino trova continuità in attacco, compensando la minor libertà concessa a Stjepanovic, fortemente limitato dai raddoppi sistematici della difesa avversaria. Nel terzo periodo nessuna delle due formazioni riesce a staccare l’avversaria, mantenendo il punteggio in perfetta parità prima dell’ultimo intervallo.

Nelle battute finali Udine tenta la spallata decisiva, volando sul massimo vantaggio di sei lunghezze grazie a una sequenza di veloci contropiedi e schiacciate spettacolari. Proprio nel momento di massima difficoltà, le ottime alternative in panchina premiano Ferrara: l’ingresso in campo del giovanissimo Malano cambia completamente la partita. È proprio il classe duemilanove a segnare sette punti consecutivi che ridanno fiducia a tutto il gruppo. L’aggressività difensiva di Ferrara toglie ossigeno ai portatori di palla friulani, costringendo Udine a soluzioni forzate e mandando Mizerniuk in panchina per limite di falli. La freddezza dei ferraresi spegne ogni tentativo di rimonta e mette al sicuro il successo sul definitivo 80-71. Il verdetto del campo premia la solidità del collettivo di Vis Ferrara, capace di abbinare la consueta prepotenza fisica a una straordinaria lucidità nei possessi decisivi. Per Udine i sogni scudetto sfumano in modo spietato negli ultimi minuti, lasciando ai ragazzi solo l’orgoglio per aver giocato alla pari contro la compagine imbattuta del torneo.

U19 – La difesa di Cantù spegne Borgomanero

Cantù impone la propria organizzazione difensiva fin dalle battute iniziali, arginando l’attacco ad alto ritmo di Borgomanero. L’avvio dell’incontro vede entrambe le formazioni contratte a causa della tensione, ma la precisione a rimbalzo permette a Borgomanero di trovare i primi punti con attacchi rapidi prima che gli avversari riescano a posizionarsi, chiudendo la frazione in leggero vantaggio. Nella seconda frazione la situazione strategica cambia radicalmente. La squadra guidata da Anzaloni controlla il ritmo facendo girare il pallone a lungo prima di tentare il tiro, esaurendo quasi tutti i ventiquattro secondi a disposizione. Questa scelta impedisce ai piemontesi di correre in contropiede e li obbliga ad attaccare quando tutti i difensori sono già posizionati. Bloccati nella metà campo, i piemontesi perdono il loro ritmo fluido, si innervosiscono e commettono numerose palle perse. Grazie ai canestri ripetuti di Ventura da distanza ravvicinata, i lombardi firmano il sorpasso e prendono il comando del match prima del riposo lungo.

A inizio ripresa l’inerzia si sposta definitivamente a favore dei brianzoli, capaci di dominare su entrambi i lati del campo. Cantù esegue i propri giochi d’attacco con una fluida circolazione di palla, trovando soluzioni efficaci con Molteni e Redaelli. Nel terzo periodo Borgomanero perde completamente la propria fluidità offensiva. La manovra dei piemontesi si spezza in iniziative individuali che si infrangono sistematicamente contro la retroguardia avversaria, senza più riuscire a sviluppare la consueta velocità d’esecuzione. Come diretta conseguenza di questo blocco in attacco, il distacco tra le due squadre aumenta in modo costante prima dell’ultimo intervallo.

Nelle battute finali Borgomanero tenta il tutto per tutto alzando la pressione a tutto campo e trovando canestri d’orgoglio con Lastella, Rupil e Buttiglione. La lucidità dei lombardi, tuttavia, spegne ogni tentativo di rimonta e mette al sicuro il successo sul definitivo 88-74. Il verdetto del campo premia la solidità del collettivo di Cantù, capace di annullare l’attacco più prolifico del torneo attraverso una prestazione tattica di altissimo livello. Per Borgomanero i sogni scudetto sfumano in modo spietato, lasciando ai ragazzi solo l’orgoglio per un cammino stagionale comunque straordinario.

U19 – Assalto alle semifinali: oggi si decide tutto

Il Palazzetto dello Sport di Roma si accende oggi pomeriggio per i quarti di finale. Sul parquet si incrociano due percorsi differenti: da una parte ci sono le quattro vincitrici dei gironi – Borgomanero, Virtus Bologna, Ferrara e una Derthona capace di artigliare il primo posto al termine di un pazzesco arrivo a tre in classifica. Queste formazioni hanno sfruttato la giornata di sosta essenzialmente per ricaricare le pile e attendere il nome dei propri avversari per studiarne le contromisure. Dall’altra parte della griglia rispondono i quattro collettivi passati attraverso le battaglie degli spareggi di ieri: Udine, Fidenza, Cantù e soprattutto Bassano, fresca del colpaccio contro i campioni in carica di Milano. A decidere i quattro match sarà la gestione dell’energia: chi ha riposato dovrà pareggiare immediatamente l’intensità e la fiducia di avversari che hanno già il motore caldissimo e il ritmo partita totalmente nelle gambe.

Lo scontro di stili tra Borgomanero e Cantù

L’apertura del programma mette di fronte due modi diametralmente opposti di intendere la pallacanestro. Borgomanero fa dell’attacco ad alto ritmo e della transizione rapida il proprio marchio di fabbrica. I piemontesi amano correre nei primi secondi del possesso per trovare conclusioni facili prima che la difesa avversaria riesca a schierarsi. Per contrastare questa spinta, Cantù deve puntare tutto sulla disciplina nel rientro difensivo e sul controllo dei rimbalzi. I lombardi hanno dovuto far valere la propria fisicità a metà campo nello spareggio contro Verona, ma se accettano di ingaggiare una gara di velocità con Borgomanero rischiano di andare fuori giri. La chiave del match sarà la capacità di Cantù di rallentare il gioco e di costringere i piemontesi a difendersi nel pitturato, senza spendere falli precoci che regalerebbero viaggi facili in lunetta.

La gestione dei possessi tra Ferrara e Udine

Il secondo quarto di finale mette a confronto la disciplina geometrica di Ferrara e l’energia dirompente di Udine. Ferrara arriva all’appuntamento forte del primato nel proprio girone, ottenuto grazie a una circolazione di palla corale e di altissimo livello. Gli emiliani amano muovere la difesa avversaria con passaggi continui, sfruttando tutta la larghezza del campo per trovare il tiro migliore sul perimetro. La risposta di Udine si baserà inevitabilmente sulla pressione forte sul portatore di palla. I friulani vogliono alzare i giri in difesa per togliere serenità ai registi ferraresi, sporcare le linee di passaggio e innescare i propri esterni in campo aperto. Per vincere la partita, Ferrara dovrà mantenere una freddezza assoluta contro il pressing avversario, mentre Udine sarà chiamata a una prova di grande sacrificio per non concedere canestri facili sugli scarichi quando la prima linea difensiva viene superata.

Il braccio di ferro tra Derthona e Fidenza

Il terzo quarto di finale propone una sfida caldissima dal punto di vista fisico e strategico. Derthona si presenta sul parquet con l’obiettivo di controllare l’area e conquistare preziosi secondi tiri grazie alla spinta dei propri lunghi a rimbalzo offensivo. Il piano dei piemontesi è chiaro: passare sistematicamente la palla ai propri giocatori posizionati vicino al canestro per segnare da distanza ravvicinata e caricare di falli la difesa avversaria. Dall’altra parte, Fidenza paga qualcosa in termini di stazza sotto canestro e deve necessariamente muovere la difesa posizionando i propri giocatori sulla linea dei tre punti. Sfruttando queste spaziature esterne, gli emiliani cercheranno di allontanare i lunghi di Derthona dall’area per poi batterli in velocità dal palleggio o colpirli con il tiro da fuori. La chiave della partita ruoterà attorno alla capacità di Fidenza di proteggere il proprio canestro: solo negando a Derthona i rimbalzi d’attacco si potranno attivare le transizioni rapide e imporre un ritmo dinamico.

Il big match tra Virtus Bologna e Bassano

Il programma dei quarti si chiude con la sfida più attesa della giornata. La Virtus Bologna fa dell’organizzazione di squadra il suo punto di forza, muovendo costantemente i giocatori per creare linee di passaggio pulite e controllare il ritmo della gara, evitando così che la partita si trasformi in una sequenza frenetica e disordinata di contropiedi. Di fronte c’è una Bassano galvanizzata dal successo contro Milano e pronta a sfruttare la grandissima esplosività atletica dei propri ragazzi. Il piano dei veneti prevede una pressione asfissiante su chiunque abbia in mano il pallone fin dalla metà campo emiliana, con l’obiettivo di provocare passaggi sbagliati e attaccare immediatamente in transizione. Per superare questa trappola, Bologna dovrà mantenere una freddezza assoluta, facendo circolare il pallone rapidamente prima di subire i raddoppi difensivi. La chiave del match sarà la capacità della difesa bolognese di sbarrare la strada alle penetrazioni centrali di Bassano, costringendo i veneti a forzare conclusioni difficili contro una difesa già posizionata.