Dalla redazione di Yeb News
La prima palla a due della competizione tricolore si alza all’insegna del rigore tattico e della massima concentrazione. Sul parquet del Palasport ‘Andrea di Concilio’ di Agropoli, l’Olimpia Milano manda un messaggio inequivocabile alle dirette concorrenti del Girone A, archiviando la pratica Victoria Libertas Pesaro con una prestazione di indiscussa solidità. Sotto lo sguardo attento di Coach Catalani, le Scarpette Rosse mettono subito in chiaro le proprie ambizioni, potendo contare su una profondità di roster che garantisce un’intensità difensiva costante e asfissiante per l’intera durata dell’incontro.
La formazione lombarda prende subito in mano l’inerzia della sfida grazie all’apertura del campo garantita dal raggio di tiro di Dozio e dalle conclusioni chirurgiche di Vogogna, lucido nel punire i recuperi ritardati della retroguardia avversaria. Tuttavia, la Victoria Libertas di Coach Luminati ha il grande merito di non disunirsi di fronte al primo urto meneghino. L’adeguamento tattico è puntuale: arroccandosi in una difesa a zona estremamente mobile, la formazione marchigiana riesce a limitare le linee di passaggio dell’Olimpia, costringendo l’attacco a ragionare a metà campo e disinnescando temporaneamente le transizioni veloci. È in questa fase di lucida resistenza che emergono, per la compagine marchigiana, le doti balistiche di Leonardi, pericoloso dall’arco, e la presenza nel pitturato del centro pesarese Bedini, abile a capitalizzare le situazioni di vantaggio in post basso.
L’equilibrio psicologico della sfida, però, subisce un primo, cruciale scossone. L’aggressività di Grasso, principale riferimento offensivo dei biancorossi, si traduce in problemi di penalità precoci. Costretto a centellinare l’impiego del suo miglior terminale per preservarlo dai fischi arbitrali, Coach Luminati vede inevitabilmente ridursi le opzioni nella metà campo offensiva.
Il punto di rottura definitivo si materializza quando Milano decide di innalzare vertiginosamente la pressione sulla palla. Un pressing a tutto campo genera evidenti difficoltà nella costruzione di gioco marchigiana: le palle perse dalla Victoria Libertas si trasformano sistematicamente in conclusioni ad alta percentuale per l’Olimpia, guidata dall’impatto atletico di Chouenkam. L’esterno meneghino rompe definitivamente gli equilibri sui due lati del campo, culminando la sua prestazione con giocate di pura esplosività che spengono le velleità di rimonta avversarie. Nel cuore dell’area, sempre per Milano, Nicolodi fa valere una struttura fisica imponente, dominando a rimbalzo e punendo con costanza gli aiuti difensivi della retroguardia pesarese.
Quando le maglie della difesa marchigiana si allargano sotto il peso della stanchezza e delle continue rotazioni di Milano, c’è spazio per le alte percentuali dell’attacco lombardo. Cerbino si dimostra terminale letale dalla lunga distanza, mentre Finazzer Flori sale in cattedra con una prova di rara efficienza, chiudendo senza il minimo errore dal campo a dimostrazione di una notevole maturità tecnica. Dall’altra parte, il solo Grasso, seppur condizionato dalla situazione falli, prova a tenere alto l’orgoglio pesarese attaccando costantemente il ferro e costruendo il suo bottino con estrema lucidità in lunetta.
Il finale si trasforma in una gestione controllata per i ragazzi di Coach Catalani, perfetti nell’abbassare i ritmi e amministrare l’ampio margine di vantaggio. L’Olimpia incassa così una vittoria pesante, un successo che muove la classifica e lancia la squadra verso l’attesissimo scontro con il Derthona, in una sfida che profuma di rivincita dopo l’eliminazione patita nella scorsa stagione. Per la Victoria Libertas Pesaro, la necessità è quella di fare quadrato: aver lottato a viso aperto contro una delle formazioni più attrezzate del girone è un segnale di vitalità da trasportare, con maggiore continuità, nel prossimo cruciale impegno contro la Vis Ferrara.
