Dalla redazione di Yeb News
Il sipario del Girone D delle Finali Nazionali si alza sul parquet del PalaCilento di Agropoli, offrendo un esordio che mette immediatamente in luce le ambizioni della Pallacanestro Cantù. La formazione lombarda archivia la pratica Campus Piemonte con una prestazione di assoluta solidità, ma la severità del divario finale non deve trarre in inganno sull’andamento di una gara dai due volti ben distinti.
L’approccio alla competizione della compagine di Alba, alla sua prima storica apparizione in una fase finale, è infatti encomiabile. Lontani dal lasciarsi intimorire dal blasone della squadra avversaria, i ragazzi di Coach Gaudio interpretano le battute iniziali del match con eccellente mentalità. Una circolazione di palla fluida e una notevole pazienza nella costruzione offensiva permettono ai piemontesi di rimanere aggrappati alla partita, guidati dalle iniziative perimetrali di Cogno e dalla lucidità di Serafini.
Nonostante l’equilibrio nel punteggio durante la prima fase di studio, la forbice tra le due formazioni inizia ad allargarsi inesorabilmente sotto i tabelloni. La fisicità dei brianzoli si impone nel pitturato, generando un divario a rimbalzo che logora, possesso dopo possesso, le energie della retroguardia piemontese. L’inerzia del match subisce lo strappo definitivo quando la squadra di Coach Visciglia alza i ritmi su entrambi i lati del campo. Una difesa ermetica blinda l’area, mentre in attacco la fluidità di esecuzione si traduce in transizioni repentine, magistralmente innescate da una spettacolare schiacciata bimane in campo aperto dell’esterno lombardo Fortis.
È in questo frangente che emerge in tutta la sua evidenza lo strapotere atletico di Cantù. Ventura si erge a dominatore incontrastato della sfida, siglando una prestazione maiuscola impreziosita da eccellenti percentuali al tiro e da un impatto a rimbalzo devastante. Ad amplificare le difficoltà del Campus Piemonte contribuiscono i centimetri di Ring: il centro canturino fa valere la propria stazza nei pressi del ferro, risultando un rebus irrisolvibile per gli adeguamenti difensivi avversari.
Quando il divario assume proporzioni incolmabili, la coda del match si trasforma in una preziosa occasione di gestione per lo staff tecnico brianzolo, che attinge a piene mani dalle rotazioni. A rubare l’occhio in questa fase è la personalità di Pietrovilla: il giovanissimo playmaker di Cantù, sceso in campo sotto età, si fa apprezzare per una notevole maturità nella gestione dei possessi. Sul fronte opposto, il Campus Piemonte ha il merito di lottare con orgoglio fino alla sirena finale, trovando in Cogno l’ultimo baluardo offensivo a cedere le armi.
La Pallacanestro Cantù incassa così un successo che muove con autorità la classifica del girone, lanciando un chiaro avvertimento in vista della seconda giornata, dove attende la vincente della sfida tra Virtus Bologna e Basket Jesi Academy. Per il Campus Piemonte, la priorità sarà fare tesoro dell’eccellente approccio mentale mostrato in avvio, per ripartire con maggiore consapevolezza nei propri mezzi.
