Dalla redazione di Yeb News
Il parquet del Pala Luiss di Roma offre una sfida che si trasforma immediatamente in una complessa partita a scacchi. L’avvio è caratterizzato da una lunga fase di studio, dove emergono subito due identità tattiche diametralmente opposte. Verona cerca con estrema insistenza di capitalizzare la propria stazza fisica, puntando a innescare sistematicamente le ricezioni in post basso dei lunghi Kuzmanic e Mecenero. Pistoia, costretta a sopperire al gap di centimetri all’interno dell’area, risponde alzando vertiginosamente l’intensità agonistica: i toscani sfoderano un’aggressiva difesa a zona fronte pari, esasperando i raddoppi per togliere ogni punto di riferimento interno agli avversari.
La strategia pistoiese, unita a una feroce propensione a rimbalzo offensivo e alla ricerca martellante del tiro perimetrale, produce esattamente l’impatto desiderato. Il piano partita toscano costringe gli avversari a forzare le letture, trasformando ogni possesso in una battaglia di nervi e permettendo a Pistoia di dettare i ritmi nella prima fase di gara. L’inerzia del match, tuttavia, si rifiuta di trovare un padrone assoluto. Quando le maglie difensive si allargano e la stanchezza inizia a farsi sentire, le due formazioni si rispondono colpo su colpo. Verona continua ostinatamente a martellare il pitturato, mentre Pistoia si aggrappa alle fiammate del proprio pacchetto esterni, trovando ossigeno vitale dalle iniziative di Novori e Mongelli, ben supportati dalle conclusioni di Scardigli.
L’equilibrio totale si trascina fino alle battute conclusive, momento in cui l’intensità fisica veneta prende definitivamente il sopravvento. Sul provvisorio più uno per Pistoia, l’ingranaggio offensivo toscano si blocca completamente, asfissiato da una rinnovata aggressività della retroguardia veronese che sporca ogni singola linea di passaggio. Verona percepisce il calo di lucidità avversario, alza in modo esponenziale la pressione sulla palla e innesca un devastante parziale di nove a zero che spacca in due la partita. A guidare la carica decisiva sono le accelerazioni dell’esterno Pittana e la chirurgica concretezza offensiva dei fratelli Frosini, capaci di trovare il fondo della retina nel momento di massima difficoltà avversaria.
La spallata veneta è fatale per una Pistoia che, pur avendo lottato ad armi pari per larghi tratti e trovando risposte solide anche da Flauto e Grieco, si scioglie proprio a un passo dal traguardo. Verona archivia la pratica mandando ben cinque giocatori in doppia cifra e conquista un prezioso punto in classifica, trionfando grazie alla profondità del proprio roster e a una gestione impeccabile dei possessi decisivi.
