Domani non si gioca una partita qualsiasi. Vis 2008 Ferrara e Derthona Basket si prendono la scena nella finale scudetto Under 19 Eccellenza Maschile: quaranta minuti per coronare una stagione e provare a trasformarla in tricolore.
Ferrara arriva all’ultimo atto ancora imbattuta nella fase nazionale. Un percorso che dice molto della solidità degli emiliani, capaci di vincere partite diverse: quelle più fluide, quelle sporche, quelle decise da un solo possesso. La semifinale contro la Virtus Bologna ha confermato proprio questo: Ferrara sa restare dentro la partita anche quando il tiro non entra, appoggiandosi alla difesa, alla stazza sotto canestro e a una panchina che si è dimostrata all’altezza con tutti i suoi uomini. Ogni elemento chiamato in causa è pronto a entrare per cambiare l’energia della gara senza far calare l’intensità.
La forza di Ferrara è la varietà. Susanni e Cisse possono far valere il peso vicino al ferro, attaccare il rimbalzo e mettere pressione alla difesa. Ma Tortona dovrà fare attenzione anche a Dondi, giocatore versatile, capace di segnare, creare vantaggi e dare equilibrio. Se la difesa piemontese si chiuderà troppo in area, Ferrara dovrà essere brava ad allargare il campo, far viaggiare il pallone e trovare tiri puliti.
Tortona risponde con talento, atletismo e carattere. Contro Cantù ha sofferto la pressione, è finita sotto, poi ha cambiato marcia nella ripresa e si è presa la finale possesso dopo possesso. È una squadra che può accendersi in fretta e che ha già dimostrato di non uscire mentalmente dalla partita.
Il nome da seguire è Josovic, riferimento tecnico dei piemontesi e giocatore capace di spostare gli equilibri vicino al canestro. Ferrara dovrà togliergli ricezioni comode, mandarlo a giocare più lontano dal ferro e scegliere bene quando aiutare. Perché ogni raddoppio può avere un prezzo: se la palla esce bene, Bottelli, Fogliato e gli altri tiratori di Tortona possono colpire dall’arco.
La partita si giocherà sul ritmo e sulle scelte. Ferrara proverà a sporcare le ricezioni, proteggere l’area e non concedere secondi tiri. Tortona cercherà invece di alternare conclusioni dal perimetro e palloni giocati vicino al ferro, senza farsi ingabbiare dalla pressione avversaria. Chi riuscirà a imporre il proprio ritmo, senza farsi travolgere dall’emozione della finale, avrà un vantaggio enorme.
Perché la pressione sarà un tema centrale. Cantù ha già mostrato che aggredire i portatori può mettere Tortona in seria difficoltà, costringendola a possessi affrettati e scelte meno lucide. Ferrara potrebbe provarci, ma ogni scelta avrà un rischio: se i piemontesi superano la prima linea difensiva, possono correre in campo aperto e colpire prima che la retroguardia sia schierata.
Sarà una finale veloce, fisica, piena di dettagli. Non vincerà solo chi giocherà meglio, ma chi saprà restare lucido quando ogni possesso peserà di più. Ferrara e Tortona arrivano con identità diverse e la stessa fame. Domani, per una delle due, quella fame diventerà scudetto.
