Al Pala Tiziano, Trento impone il proprio ritmo fin dalle battute iniziali grazie a un atteggiamento aggressivo e a una superiore fisicità rispetto alla squadra romana. L’area viene blindata dal lavoro sotto canestro dei lunghi trentini, Fall e Medina Bouza, che tolgono ogni linea di penetrazione e costringono la Stella EBK a faticose conclusioni dal perimetro. Se il roster di coach Boniciolli fatica a sbloccarsi a causa delle basse percentuali, dalla panchina della formazione trentina arriva invece l’impatto di Machetti. L’esterno firma ben quindici punti nei primi venti minuti, mandando le squadre al riposo lungo sul 46-24 grazie a una tripla dalla lunghissima distanza scoccata proprio a fil di sirena.
A inizio ripresa arriva la reazione d’orgoglio della Stella EBK. Spinti dall’intensità vicino al ferro di Ntsourou, autore di una serie di schiacciate, e dalle iniziative di Melvin, i romani trovano maggiore fluidità offensiva siglando diciotto punti nel periodo. Trento risponde affidandosi alla lucida gestione del playmaker Hassan: la sua regia permette di muovere la difesa e trovare sul perimetro i canestri pesanti di Triggiani e Cattapan, ripristinando un margine di sicurezza a ridosso delle venti lunghezze.
Nelle battute finali i trentini gestiscono agevolmente il ritmo e mantengono il divario stabilmente oltre la doppia cifra, fino al definitivo 77-52 della sirena. Il successo certifica la solidità difensiva e la maturità tattica dell’Aquila, che lancia un messaggio chiaro al torneo confermando la bontà della propria circolazione di palla. Sul fronte opposto, la situazione si complica drasticamente per la Stella EBK: ferma a quota zero punti dopo due giornate, la formazione romana vede svanire quasi definitivamente le speranze di agguantare gli spareggi, lasciando alla squadra solo il buon segnale di carattere del terzo quarto come base da cui ripartire per onorare l’ultimo match del girone.
