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U19 – Olimpia Milano allunga nella ripresa e batte il Gran Torino

L’impatto fisico dei campioni d’Italia in carica si fa sentire fin dalle prime battute, costringendo la formazione di coach Comazzi a rincorrere. L’avvio è segnato dalle due triple rapids di Ceccato, subito frenato però da due falli precoci che lo costringono alla panchina. I milanesi sfruttano la profondità del proprio organico trovando la fisicità nel pitturato di Chouenkam, letale in penetrazione. A fil di sirena, il canestro di Toffanin fissa il primo parziale sul 27-18. Nella seconda frazione il Gran Torino reagisce con personalità, dominando a rimbalzo in attacco con Ficetti e appoggiandosi alle iniziative di Mancino per sfruttare qualche disattenzione avversaria. I torinesi sprecano tuttavia troppe occasioni dalla lunetta, andando al riposo lungo sotto sul 44-38.

A inizio ripresa la pressione difensiva dei milanesi sale di colpo e toglie completamente ritmo agli avversari, limitati a soli sei punti segnati nel terzo periodo. Coach Catalani rimanda sul parquet Ceccato che, nonostante il minutaggio controllato per via dei falli, segna con estrema continuità. L’intensità costante di Milano logora la resistenza dei piemontesi, scavando il break decisivo che vale il 63-49 prima dell’ultimo stop.

Nelle battute finali i milanesi controllano agevolmente il ritmo e mantengono il divario stabilmente oltre la doppia cifra, fino al definitivo 86-67 della sirena. Il successo certifica la netta superiorità del collettivo milanese, capace di imporre la propria fisicità nei momenti chiave del match. Sul piano individuale, il tabellino finale premia la grande efficienza di Ceccato, autore di 22 punti in soli venti minuti di utilizzo, supportato dai 17 di Chouenkam e dagli 11 di Grassi. Sul fronte opposto, si segnala Zumstein come miglior realizzatore per il Gran Torino con 18 punti a referto.

U19 – Virtus Bologna accelera nella ripresa e supera APU

L’atteggiamento aggressivo della squadra di Udine punta a compensare fin dai primi possessi la pesante assenza di Nobile. L’incontro si apre infatti con una tonante schiacciata di Bjedov, ma il grande lavoro delle due difese toglie immediatamente ritmo agli attacchi. Se la Virtus Bologna organizza raddoppi sistematici in post basso per togliere ritmo a Stjepanovic, dall’altra parte la difesa risponde chiudendo ogni varco nella propria area. Il punteggio all’intervallo lungo recita 28-18 per la Virtus, specchio di una prima metà di gara contratta e molto tattica.

A inizio ripresa arriva lo strappo che decide l’incontro. L’attacco bolognese si sblocca imprevedibilmente grazie alle triple consecutive di Berlingeri e alle iniziative ravvicinate di Baiocchi. La Virtus mette a referto ben 28 punti nella sola terza frazione, mentre Udine subisce il break offensivo trovando la via del canestro in appena dieci occasioni, complicando ulteriormente la propria situazione a causa del problema alla caviglia accusato dal regista Giannino. Il parziale fissa il tabellone sul 56-28.

Nelle battute finali, vista la situazione di punteggio largamente a favore di Bologna, i due allenatori ruotano l’intero organico per testare nuove soluzioni tattiche. Udine continua a giocare con intensità fino alla sirena guidata dai quattordici punti di Bjedov, ma il divario resta ormai incolmabile. Oltre alle diciannove realizzazioni di Berlingeri, la Virtus trova risposte solide da Genasi e Baiocchi, entrambi a quota tredici, e dall’impatto difensivo di Vandini. A referto si registrano anche le doppie cifre di Stjepanovic con undici punti e Biasutti a quota dieci. Il 77-53 finale conferma il grande potenziale dei bolognesi in questo avvio di torneo.

U19 – Reyer Venezia vince respingendo la rimonta finale di Crocetta

Un continuo botta e risposta segna l’avvio della gara, con i veneti pronti a scappare subito nel punteggio grazie ai canestri di Eramo. Nella seconda frazione la Reyer trova ritmo con estrema facilità, toccando il 73% da due punti e costruendo un ampio vantaggio di diciassette punti. La reazione di Torino, tuttavia, mostra una solida tenuta mentale: la formazione torinese non si scompone e risponde con un break deciso che riduce lo svantaggio sul 50-45 prima del riposo.

A inizio ripresa Torino aumenta l’intensità e si porta a un solo possesso di distanza, ma l’incontro cambia nuovamente direzione. Favaretto prende in mano la regia di Venezia con una serie di recuperi difensivi e assist millimetrici, innescando la pioggia di triple di Turconi. Un nuovo parziale permette di riprendere il largo, fissando il punteggio sul 74-60.

Nelle battute finali l’incontro si riapre clamorosamente. Torino produce il massimo sforzo offensivo trascinata dai canestri di Randazzo e Minnucci, capaci di firmare il meno uno a poco più di un minuto dal termine. Con l’attacco di Venezia bloccato e in totale apnea, Favaretto inventa un assist perfetto per il canestro di Brusaterra che ridà ossigeno ai veneti. Dopo gli errori avversari, ci pensa poi Eramo dalla linea dei tiri liberi a chiudere definitivamente i conti. Il 91-86 finale premia la freddezza della Reyer nei possessi decisivi, al termine di un match giocato a viso aperto da entrambe le squadre.

U19 – Verona neutralizza la fisicità di Bassano con la difesa a zona

Verona scende in campo con la fiducia del primo successo, mentre Bassano affronta il match con l’obbligo di riscattare la sconfitta subita all’esordio. Dall’avvio della gara, la formazione di Bassano fa valere la propria superiore stazza dentro l’area: i lunghi Coulibaly e Diarra controllano i tabelloni, conquistando rimbalzi offensivi e sfruttando i vantaggi nei duelli ravvicinati. La difesa di Verona fatica a contenere questo impatto, perdendo anche il proprio centro Kuzmanic, costretto ad abbandonare il campo per un colpo alla testa subito nel pitturato. Bassano capitalizza al massimo il momento favorevole e chiude la prima frazione in netto vantaggio sul punteggio di 19-10.

Nella seconda frazione si registra però il cambio di rotta decisivo. L’allenatore di Verona, Silvestrucci, schiera una difesa a zona alternata che blocca completamente l’attacco di Bassano. I ragazzi guidati in panchina da Mian perdono fluidità, non trovano varchi interni e si affidano a conclusioni forzate dal perimetro, chiudendo la prima metà di gara con uno zero su dieci dall’arco. Verona ne approfitta: grazie alla regia di Mecenero e a un’ottima circolazione di palla, recupera lo svantaggio e aggancia il pareggio sul trenta pari proprio sulla sirena di metà gara.

A inizio ripresa il piano tattico dei veronesi continua a funzionare. La difesa a zona toglie ritmo e idee a Bassano, costringendola a palle perse e infrazioni nell’area dei tre secondi. Verona, invece, trova un terminale caldissimo nell’esterno Frosini, che manda a bersaglio due triple consecutive e scava il break in doppia cifra sul 50-40.

Nelle battute finali Bassano prova a reagire aumentando l’intensità a tutto campo. Le giocate ravvicinate del capitano Angeletti e le accelerazioni di Sow riavvicinano i compagni fino al meno nove, ma Verona mantiene la lucidità necessaria. Frosini si dimostra decisivo anche nella propria metà campo subendo uno sfondamento chiave, prima che il canestro di Pantano chiuda virtualmente i giochi. Il 65-56 finale premia l’intelligenza strategica della squadra di Verona, che conquista il secondo successo consecutivo e sale a quota due punti nel girone.

U19 – Borgomanero controlla l’incontro e supera nettamente Fidenza

Pressione difensiva costante e ritmo altissimo fin dalla palla a due. Sul parquet delle Finali Nazionali la Fulgor si trova subito a rincorrere la grande fluidità offensiva avversaria. Dall’avvio del match, la squadra di Borgomanero impone un passo forsennato, trovando canestri facili in transizione. Nella seconda frazione il divario si allarga ulteriormente: la difesa asfissiante dei piemontesi permette di recuperare palloni e correre in contropiede, portando il vantaggio prima sul più sedici e poi sul più venti. Fidenza, al contrario, soffre a causa di un pesante blackout al tiro dall’arco e prova a rifugiarsi nel pitturato cercando i propri lunghi Mane e Placinschi. I canestri ravvicinati non bastano a colmare il vuoto, e le squadre vanno al riposo sul punteggio di 55-37.

A inizio ripresa Fidenza accenna a una reazione energica con un parziale di 5-0 che costringe l’allenatore di Borgomanero, Di Cerbo, a fermare subito il gioco. Grazie alle iniziative dell’esterno Pezzani e a una maggiore presenza fisica, la formazione di Fidenza riduce lo svantaggio fino a meno undici. La fiammata dura poco: Borgomanero mantiene il controllo dell’inerzia grazie alle precise conclusioni pesanti di Buttiglione e alle letture di Gaiola, respingendo il tentativo di rimonta.

Nelle battute finali un ulteriore break taglia definitivamente le gambe a Fidenza, portando il distacco oltre i venti punti. Negli ultimi minuti Borgomanero non abbassa l’intensità, continuando a muovere la palla con grande precisione fino a superare quota cento punti grazie alla firma di Alberti. Oltre alla prova realizzativa di Buttiglione e alla completezza tecnica di Gaiola, autore di una solida prestazione tra assist e rimbalzi, Borgomanero mette in mostra la qualità di Lastella e la personalità del giovanissimo Cucco. Per Fidenza rimangono solo le buone prove individuali sotto canestro di Placinschi, Pezzani e Mane, all’interno di una gara condizionata dalle troppe palle perse e dalle basse percentuali dal perimetro. Il successo finale certifica il valore della squadra di Borgomanero, che conferma l’altissimo potenziale del proprio reparto offensivo nel torneo.

U19 – Cisse e Susanni trascinano la Vis 2008 Ferrara contro Pistoia

Dalla redazione di Yeb News

Niente calcoli, nessun margine d’errore. Sul parquet del Palazzetto dello Sport di Roma si incrociano subito due stati d’animo opposti: l’euforia della Vis 2008 Ferrara, reduce dal colpo contro Bassano, e l’obbligo di sbloccarsi del Pistoia Basket 2000.

L’avvio è una battaglia tattica ad alta intensità. Nella prima fase di studio sono i toscani a imporre il proprio ritmo con un gioco senza palla molto efficace. I tagli continui e le ricezioni profonde dentro l’area mettono in grande difficoltà la difesa emiliana. Ferrara accusa il colpo, ma riesce a limitare i danni aggrappandosi alla reattività dei propri esterni a rimbalzo d’attacco, bravi a convertire i secondi possessi in punti preziosi. Una reazione che tuttavia non basta a contenere la manovra corale del Pistoia Basket 2000, che va al riposo meritatamente in vantaggio sul 45-40.

Il copione della gara cambia radicalmente al rientro in campo. L’inerzia si ribalta in appena centoventi secondi: la Vis 2008 Ferrara alza la pressione sulla palla, interrompe le linee di passaggio toscane e vola in transizione con un parziale fulmineo di 9-0 che vale il sorpasso. A spostare definitivamente gli equilibri è l’impatto fisico del lungo di Ferrara, Cisse. Il centro ferrarese sovrasta il reparto lunghi toscano, controllando il pitturato e catturando seconde opportunità a ripetizione sotto il tabellone.

Pistoia perde lucidità in attacco e subisce un duro colpo psicologico quando l’esterno toscano Flauto è costretto ad abbandonare il campo per un infortunio al polso. Senza più fluidità, la manovra offensiva dei toscani si blocca, incassando un pesante parziale di 20-8 che permette a Ferrara di allungare sul 60-53.

Nelle battute finali l’energia del Pistoia Basket 2000 sparisce. La stanchezza e la pressione della difesa emiliana costringono i toscani a soluzioni individuali forzate dal perimetro, che sgretolano le percentuali fino a un definitivo 5 su 33 dall’arco. La Vis 2008 Ferrara controlla i ritmi con maturità, capitalizzando l’efficacia ravvicinata della guardia ferrarese Susanni che, in tandem con Cisse, firma 41 dei 76 punti totali di squadra. Il 76-58 finale regala la seconda vittoria consecutiva alla compagine emiliana, che resta a punteggio pieno nel girone.

U19 – Il contro-break di Trento spegne la furiosa rimonta a suon di triple di Udine

Dalla redazione di Yeb News

La sfida inaugurale al Pala Tiziano di Roma si trasforma subito in una girandola di emozioni ad altissima intensità. Trento impone un ritmo altissimo fin dalla palla a due, sfruttando al meglio i propri centimetri e l’esplosività di tutto il collettivo. Le fiammate in transizione di Hassan e il grande lavoro nel pitturato della coppia Medina Bouza e Fall aprono le prime crepe nella difesa friulana, propiziando un fulmineo parziale di otto a zero che regala ai trentini la doppia cifra di vantaggio. Udine accusa il colpo e scivola fino al meno quindici, ma ha il grande merito di non perdere la bussola: i friulani restano aggrappati al proprio piano partita, trovando canestri pesanti sotto i tabelloni con Pavan e geometrie lucide grazie alle iniziative di Stjepanovic.

Nella parte centrale del match Trento gestisce il ritmo, mantenendo un margine di sicurezza rassicurante. Udine però non molla e alza la pressione sui portatori di palla: un pressing a tutto campo asfissiante e una straordinaria coralità permettono alla formazione friulana di restare sempre in linea di galleggiamento, pronta a colpire al minimo passaggio a vuoto avversario.

La vera e propria fiammata emotiva si accende nelle battute finali. Sotto di tredici lunghezze, Udine innesca una rimonta clamorosa, trovando canestri difficilissimi dall’arco in rapida successione. La difesa di Trento si ritrova improvvisamente scoperta sul perimetro e i friulani completano l’aggancio impattando a quota settantuno. Nel momento di massima inerzia per gli avversari, Trento dimostra la solidità del grande gruppo e risponde con un letale contro-parziale di nove a zero che decide la sfida. A guidare la scossa sono una tripla vitale di Machetti, l’impatto a rimbalzo d’attacco di Cattapan – fondamentale al rientro dall’infortunio – e le giocate ravvicinate di un immarcabile Hassan.

Udine esce dal campo tra gli applausi nonostante i canestri di Stjepanovic, Pavan e Biasutti. Trento mette al sicuro il risultato portando ben cinque giocatori in doppia cifra, compreso l’ottimo apporto fornito da Barra, e festeggia una vittoria fondamentale per l’inizio del suo cammino nelle finali nazionali, premiata dalla superiore lucidità nei secondi finali.

U19 – Il dominio a rimbalzo e le letture sul perimetro lanciano Cantù contro Gran Torino

Dalla redazione di Yeb News

L’avvio del match mette subito in chiaro la differenza di passo tra i due attacchi. Gran Torino prova a buttarla sulla fisicità per sporcare le linee di passaggio, ma Cantù trova immediatamente il ritmo giusto, cavalcando a memoria il proprio asse play-pivot. Le invenzioni perimetrali di Molteni e la solidità interna di Acunzo smontano pezzo per pezzo la retroguardia piemontese, scavando il primo vero solco della gara. Dall’altra parte, l’attacco torinese sbatte contro un muro: fatica enormemente a costruire tiri puliti dal campo e riesce a muovere il punteggio quasi solo dalla lunetta, sfruttando l’eccessiva aggressività della difesa brianzola.

L’inerzia pende dalla parte di Cantù grazie a un evidente strapotere sotto i tabelloni. I lombardi doppiano letteralmente gli avversari a rimbalzo, garantendosi continui extra-possessi che logorano la tenuta mentale di Gran Torino. Quando le rotazioni alzano i ritmi, Cantù piazza l’accelerazione decisiva: l’esterno Zimonjic punisce i ripiegamenti difensivi con due triple pesantissime che innescano la vera e propria fuga. Per provare a fermare l’emorragia, la panchina piemontese rimescola le carte e si rifugia nella difesa a zona. I ragazzi brianzoli, però, leggono la situazione con estrema lucidità: l’attacco muove la palla velocemente, ribalta il lato per far collassare la difesa e trova sempre l’uomo libero negli angoli, punendo la mossa tattica con la tripla chirurgica di Ventura.

Il divario sfonda rapidamente il muro dei venti punti di scarto, spinto da una conclusione da distanza siderale del solito Molteni che chiude virtualmente i conti. Da quel momento i ritmi si abbassano fisiologicamente. Cantù gestisce l’ampio vantaggio senza mai spegnere l’interruttore, mostrandosi perfetta nello spendere i falli tattici per negare qualsiasi canestro facile in contropiede. La spettacolare schiacciata in campo aperto di Ring mette il definitivo punto esclamativo su un dominio atletico incontrastato. Alla formazione torinese non basta l’orgogliosa resistenza di Zumstein, l’unico terminale offensivo in grado di impensierire la retroguardia avversaria. Cantù manda in doppia cifra anche Presotto e Pavese, imponendo la propria fisicità nel pitturato e conquistando con totale autorità un prezioso punto in classifica.

U19 – Olimpia Milano assorbe l’urto di Derthona e blinda il risultato al supplementare

Dalla redazione di Yeb News

I primi possessi dettano immediatamente il copione della sfida: spazi intasati e difese ruvide accendono una gara all’insegna di un agonismo estremo. Questa densità sporca le percentuali e costringe le due squadre a continui viaggi in lunetta, trasformando la fase inziale in una vera e propria battaglia di nervi e contatti. All’interno di questo scacchiere così bloccato, emerge subito in modo cristallino il duello a distanza tra i due esterni di riferimento: da una parte Bottelli per Derthona, dall’altra Ceccato per Olimpia Milano, veri e propri catalizzatori delle rispettive manovre offensive.

Quando le rotazioni salgono di colpi, la formazione piemontese sembra trovare la quadratura del cerchio. Sfruttando un’eccellente transizione difensiva, Derthona capitalizza al massimo le accelerazioni di Di Meo e il dinamismo di Josovic, che affiancano Bottelli nel costruire un solco importante. Olimpia Milano incappa in una vistosa flessione offensiva, ma ha il merito di non uscire mai mentalmente dalla partita, restando aggrappata al punteggio grazie all’imponente solidità a rimbalzo del lungo Gulic.

L’inerzia subisce un ribaltamento vertiginoso quando la retroguardia lombarda decide di alzare esponenzialmente la pressione a tutto campo. I raddoppi di Milano sporcano ogni linea di passaggio, generano recuperi cruciali e permettono ai ragazzi in maglia rossa di ricucire interamente lo strappo, fino a mettere la testa avanti nel momento più caldo. Tuttavia, quando la vittoria sembra ormai in cassaforte, la formazione milanese incappa in una sequenza di macro-errori in fase di gestione: una sanguinosa palla persa e una rimessa dal fondo completamente sbagliata a un secondo dalla sirena consegnano a Derthona l’ultimo, insperato possesso. Josovic non perdona e, con freddezza glaciale, converte il canestro a fil di sirena che annulla le distanze e spedisce incredibilmente la sfida al supplementare.

Il contraccolpo psicologico per la beffa subita allo scadere potrebbe tagliare le gambe a chiunque, ma all’overtime emerge tutta la leadership di Olimpia Milano. Derthona perde Bottelli, costretto ad abbandonare il parquet per limite di falli, e smarrisce le proprie certezze offensive. È in questa fase che Ceccato sale definitivamente in cattedra: l’esterno lombardo si carica la squadra sulle spalle, segnando canestri difficilissimi nonostante i contatti della difesa e sigillando la sfida con una siderale tripla della staffa. Olimpia Milano conquista così un pesantissimo punto in classifica, trionfando in una gara dall’intensità vertiginosa grazie alla superiore lucidità nei possessi decisivi.

U19 – I raddoppi difensivi di Bologna disinnescano i lunghi della Stella EBK Academy nel finale

Dalla redazione di Yeb News

L’impatto sul parquet è un concentrato di intensità e fisicità. La sfida si accende immediatamente con ritmi vertiginosi e difese estremamente aggressive su entrambi i fronti. Nonostante Bologna trovi subito fluidità perimetrale grazie alle conclusioni dall’arco di Lenci, è la Stella EBK Academy a prendere in mano il controllo tattico delle operazioni. La formazione romana, seguendo le direttive di coach Boniciolli, alza una pressione asfissiante sui portatori di palla e capitalizza lo strapotere fisico del proprio reparto lunghi nel pitturato. Sotto i tabelloni, Lumena e compagni fanno il vuoto a rimbalzo, costringendo la retroguardia emiliana a continui e dispendiosi raddoppi. Quando anche l’esterno Bonga inizia a punire con regolarità dall’arco, la compagine romana scava un solco importante che la spinge fino alla doppia cifra di vantaggio.

Nel momento di massima difficoltà, tuttavia, la Virtus dimostra una notevole tenuta mentale. I ragazzi di coach Largo non si disuniscono e, sfruttando un fisiologico calo di tensione avversario, riaprono la partita allargando le spaziature. Una fondamentale serie di conclusioni pesanti in rapida successione, firmate da Accorsi e Berlingeri, ricuce quasi interamente lo strappo, rimettendo la formazione bolognese perfettamente in scia in una fase cruciale del match.

L’inerzia subisce un ribaltamento totale quando le rotazioni si accorciano e la fatica inizia a presentare il conto. Bologna alza il muro difensivo in modo drastico: i raddoppi sistematici sui lunghi romani tolgono ossigeno e riferimenti interni all’attacco della Stella EBK Academy, inceppandone completamente le geometrie. È in questo frangente che Berlingeri sale in cattedra. L’esterno bolognese diventa un fattore assoluto su entrambi i lati del campo, garantendo rimbalzi in quota, letture difensive e canestri di puro talento che firmano il sorpasso. Roma, privata del proprio asse interno, si affida a soluzioni offensive sempre più estemporanee, trovando risposte isolate solo dalle iniziative del capitano Quarone e di Melvin.

La fase conclusiva si trasforma in un inesorabile monologo emiliano. La Stella EBK Academy accusa un vistoso crollo fisico, pagando a caro prezzo l’enorme dispendio di energie della prima metà di gara e le rotazioni inevitabilmente più corte. L’attacco romano incappa in una grave paralisi realizzativa, mentre Lumena esaurisce il proprio bonus di falli ed è costretto ad abbandonare il parquet. Il nervosismo esplode con il fallo tecnico sanzionato alla panchina di Boniciolli, un episodio che fa calare il sipario sulla sfida. Bologna, con estrema lucidità, affida la gestione dei ritmi alle giocate di Genasi, dilatando il margine di vantaggio possesso dopo possesso. La Virtus impone la maggiore profondità del proprio roster, respinge l’assalto fisico avversario e conquista un pesantissimo punto in classifica.